Brescia: A Palazzo Tosio la cerimonia del Premio alla Brescianità
L’ambito riconoscimento anche a Franca Ghitti

Il compianto sindaco di Brescia Bruno Boni, nel 1977 istituì il “Premio alla Brescianità” come riconoscenza a quanti, col loro pensiero o con la loro attività avevano fatto onore alla propria terra d’origine. Nella ricorrenza dei ss. Patroni Faustino e Giovita a Palazzo Tosio, organizzata dall’Ateneo e dalla Fondazione Civiltà Bresciana, si è svolta la tradizionale cerimonia di premiazione che ha riguardato:“Tre persone che si sono distinte non solo, come sempre, per l’eccellenza della loro opera, ma anche per come hanno saputo rapportarsi con il mondo esterno, portandola al di là dei confini provinciali e nazionali” Con queste parole il preside dell’Ateneo di Brescia - Accademia di scienze lettere e arti -, Francesco Lechi, ha motivato la consegna del Premio della Brescianità a Silvia Vegetti Finzi, Franca Ghitti e Marco Preti.
La cerimonia, organizzata come sempre dall’Ateneo e dalla Fondazione Civiltà Bresciana - presieduta da monsignor Antonio Fappani -, si è svolta a Palazzo Tosio alla presenza di numerose autorità, tra cui il prefetto Narcisa Brassesco Pace, il sindaco Adriano Paroli e il vescovo Luciano Monari.
La prima a ricevere la storica targa è stata la psicologa e saggista esperta di temi bioetici Silvia Vegetti Finzi, originaria di Brescia, ma da quasi trent’anni trasferita a Pavia, dove ha insegnato per moltissimi anni e si è distinta per i suoi studi di psicologia dinamica.
 E’ stato invece il sindaco Adriano Paroli a consegnare il premio all’artista camuna Franca Ghitti, che con le sue opere in legno e ferro ha saputo interpretare artisticamente le tipiche attività artigianali del nostro territorio esportandole in tutto il mondo con notevole successo ed apprezzabili valutazioni critiche. Le sue mostre in numerose città d’Europa e a New York hanno aperto un approfondito dibattito sul valore dei segni inducendo studiosi e non ad una attenta riflessione sulla terra camuna, crocevia di culture e di scambi, “una terra –ha detto Franca Ghitti –  che ho saputo riscoprire grazie al confronto con l’altro e con l’altrove, rafforzando il mio senso di appartenenza. Anche per questo oggi per me è un grande onore essere qui”.
Il terzo premio è andato allo scalatore e documentarista Marco Preti, autore del libro storico «Il ghiacciaio di nessuno» in cui si narra la guerra del ’14-16 in Adamello, che ha ricevuto il premio dal vicepresidente della Provincia Giuseppe Romele.

 
   
     
 
       
 
 

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