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“Morte agli Italiani!": di Enzo Barnabà
Gian Antonio Stella presenta a Milano il volume sul massacro di aigues-mortes
La presentazione a Milano il mese scorso del libro di Enzo Barnabà “Morte agli Italiani! Il massacro di Aigues-Mortes 1893”, ha determinato un notevole interesse sia perché quel tragico evento è stato sepolto dalla dimenticanza, sia perché ci richiama avvenimenti altrettanto gravi quale è stato quello verificatosi di recente a Rosarno. Aigues Mortes è cittadina di 4000 abitanti, situata nella Francia meridionale, sulle Bocche del; qui avevano trovato lavoro in quegli anni, nelle vicine saline, molti operai italiani; i nostri connazionali erano preferiti ai colleghi francesi perché meno sindacalizzati e disposti ad accettare paghe inferiori pur di poter lavorare. Il lavoro in salina era duro, poco remunerato, e si svolgeva in un ambiente paludoso, dove sempre erano in agguato le febbri malariche. Le relazioni dei nostri connazionali con i residenti francesi erano sempre state tese, caratterizzate da diffidenza, quando non da ostilità, accentuata anche da motivi politici in quanto l’Italia si era legata, con la Triplice Alleanza, all’Austria e alla Prussia. La causa degli scontri sarebbe stata, la mattina del 15 agosto 1893, il tentativo di un piemontese di lavare in una bacinella d’acqua per uso potabile un fazzoletto sporco di sabbia lanciatagli da un francese. Seguirono delle reciproche invettive e minacce, ma sembrava che tutto si fosse concluso.
Il giorno successivo alcuni operai italiani, volendo vendicare il compagno offeso, avrebbero organizzato una spedizione punitiva ai danni dei francesi, provocando, secondo il “Times” di Londra, due morti e alcuni feriti. Più probabilmente si trattò di un’assurda menzogna, diffusa ad arte dalle autorità francesi desiderose di offrire alla folla un pretesto contro gli italiani.
La mattina di giovedì 17 agosto oltre 500 francesi inferociti attaccarono i capanni che ospitavano circa 100 italiani ed ebbe inizio una accanita caccia contro i nostri connazionali molti dei quali furono uccisi.
Il fatto provocò violente reazioni antifrancesi in Italia e il Governo, presieduto da Giolitti, fu costretto a esigere dalla Francia una riparazione piena, solenne, immediata, quale sola può convenire a chi ha il diritto di chiederla e la forza di ottenerla.
Nella prefazione di Gian Antonio Stella si legge tra l’altro: "Il libro di Enzo Barnabà è una boccata d’ossigeno perché solo ricordando che siamo stati un popolo di emigranti vittime di odio razzista, si può evitare che oggi, domani o dopodomani si ripetano altre cacce all’uomo”.
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