Breno: Gianni De Giuli “è andato avanti”
Per 35 anni aveva guidato gli alpini della Valle

La scomparsa di Gianni De Giuli, a pochi giorno dal compimento degli 85 anni, ha lasciato nello sconforto la moglie Virginia e la figlia Ines e con loro la grande famiglia degli alpini di Valle Camonica,  ma non solo, che ha voluto manifestare con una presenza dalle notevoli proporzioni e particolarmente sentita l’affettuoso legame col suo presidente. Gianni De Giuli infatti, anche se dal febbraio del 2004 aveva lasciato la guida della Sezione camuna alla quale in oltre 30 anni aveva dato prestigio col suo carisma e con il suo impegno, era e rimaneva per tutti ”il Presidente”.
Per accompagnarlo nell’ultimo viaggio erano veramente tanti; col presidente Giacomo Cappellini e i Consiglieri sezionali erano presenti quasi tutti i Gruppi e non potevano mancare gli amici delle altre Sezioni con cui De Giuli ha condiviso tante esperienze e iniziative. I presidenti delle Sezioni di Brescia, Salò, Bergamo, Trento, insieme al Vice presidente nazionale Arnoldi, ai Consiglieri Minelli, Sanzogni, Lavizzari hanno voluto portare all’amico l’ultimo saluto e il solidale conforto ai famigliari.
Affetto e gratitudine i sentimenti che albergavano nei presenti, molti dei quali hanno convissuto con Gianni la esperienza sezionale o hanno avuto modo di incontrarlo nei vari momenti della vita associativa ai quali era sempre presente.
Gratitudine per il tanto lavoro svolto, per gli encomiabili risultati conseguiti e che spesso attribuiva ai suoi più stretti collaboratori; gratitudine e riconoscenza per aver voluto con altri richiamare alla memoria gli eventi della Guerra Bianca in Adamello dando concretezza alla felice idea di Sperandio Zani dei Pellegrinaggi con cui sancì la riappacificazione degli eserciti che su quelle balze si erano aspramente combattuti  e che in quei luoghi iniziarono e hanno continuato ad abbracciarsi in amicizia e pace.
Gratitudine per aver portato in Adamello nel 1988 Giovanni Paolo II per il 25° Pellegrinaggio e nella ricorrenza dei 70 anni dalla fine della Grande Guerra; gratitudine per aver saputo coinvolgere tante energie nel recupero dei manufatti militari del Montozzo divenuto ora un museo a cielo aperto.
Tanti altri i motivi per cui le Penne Nere della Valcamonica sono grati al loro Presidente, a volte un po’ burbero nei modi, ma dal cuore grande nell’accogliere le richieste di aiuto da chiunque provenissero,
A questi sentimenti hanno dato voce gli interventi di saluto di Mons. Tino Clementi, intimamente amico di Gianni, di Giacomo Cappellini che gli è succeduto alla guida della Sezione e, a nome del Presidente Perona, del Consigliere nazionale Cesare Lavizzari il quale, non senza emozione, ha così concluso il suo intervento: “Il suo sorriso non ci mancherà: le persone straordinarie non muoiono mai”. Ora le sue spoglie mortali riposano nella tomba di famiglia del cimitero di Malegno, ma per gli alpini sarà sempre con loro.

 
   
     
 
       
 
 

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