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Migrantidel Vangelo. Dalla Valcamonica al mondo – a cura di Negruzzo – Re – Ass. Gente Camuna Breno – Ed. Artigianelli Bs. € 25,00
Dopo quasi tre anni di certosino lavoro di ricerca da parte di una équipe di studiosi, l’Associazione Gente Camuna ha potuto dare alle stampe la pubblicazione “Migranti del Vangelo”.
Si tratta di una ponderosa opera di oltre 450 pagina con cui l’Associazione ha voluto completare la ricerca su l’“Emigrazione Camuna” edita, unitamente alla Fondazione Camunitas, nel 2004. In tale circostanza infatti non era stato possibile prendere in esame, approfondire e annotare debitamente il ruolo che i Missionari della Valle Camonica hanno avuto e hanno nell’emigrazione, e nel contempo soffermarsi anche su quanti, da migranti essi stessi, sono andati per il mondo per svolgere la loro funzione sacerdotale.
A questa carenza risponde questa pubblicazione realizzata grazie alla preziosa collaborazione e alla solerte disponibilità della Fondazione Civiltà Bresciana e del suo direttore mons. Antonio Fappani, della Fondazione Camunitas col presidente dot. Giuseppe Camadini, dell’Università Cattolica di Brescia. All’ all’Associazione per la storia della chiesa bresciana che ci ha consentito la pubblicazione nella collana “Brixia sacra”.
L’opera, alla quale ha voluto esprimere un suo apprezzamento il card. Giovan Battista Re con l’introduzione, ha censito ben 224 figure di religiosi e religiose dei diversi ordini che, nell’arco di due secoli ha vissuto l’esperienza missionaria.
La ricerca si è proposta di individuare: a) Quanti missionari dalla Valle Camonica hanno operato oltre frontiera; b) Chi sono e da quali ordini provengono; c) I Paesi presso cui hanno svolto la loro azione missionaria; d) Il rapporto instaurato con le nostre comunità; d) Le relazioni con le autorità locali; e) I momenti critici vissuti; f) La loro azione a favore delle realtà locali; g) Il legame con la terra d’origine e con le Istituzioni religiose italiane; h) I risultati più significativi raggiunti.
Forse non a tutto si è riusciti a dare una risposta, ma crediamo che, avendo i ricercatori analizzato gli archivi di circa 30 ordini religiosi, si sia comunque colmato un vuoto e data compiutezza e visibilità alla inestimabile opera di bene compiuta da tanti “migranti del Vangelo” e che è costata tanto sacrificio e qualche volta ha richiesto anche il dono della vita.
Pino Veclani: Il silenzio dei colori – Pontedilegno
Dopo il successo delle precedenti pubblicazioni, “Terre Alte” e “Sentieri di Luce”, il fotografo di Ponte di Legno torna a presentarsi al pubblico, proponendo “Il silenzio dei colori”. Un’opera composta da 108 immagini inedite, considerate l’espressione del silenzio racchiuso in una frazione di secondo, quello stesso secondo in cui avviene lo scatto fotografico.
Il libro, costituito da 168 pagine, spazia in un universo di colori e di luce in cui ciò che conta è il dettaglio, il particolare, la forma assunta dalla natura, l’infinità di sfumature che elementi quali le nuvole, la neve, le montagne, l’acqua e le distese verdi possono assumere a seconda dell’istante colto dall’occhio della macchina fotografica.
Niente riferimenti a luoghi precisi, ma solo la magia che la luce e i colori regalano in ogni dove.
“Il silenzio dei colori”, pur dando priorità assoluta alle immagini, dedica spazio all’introduzione di Denis Curti (direttore della sede milanese di Contrasto), mentre il viaggio attraverso le immagini è scandito da brevi testi di Anna Veclani.
Il libro è in vendita presso lo studio Photo Digital Veclani (Corso Milano 10 Ponte di Legno – t.0364 900 600) e nelle migliori librerie della Lombardia.
Giuseppe Besozzi: Il Besozzi – Avventure di un Gian Burrasca della provincia bresciana – Cromografica Roma
Il libro è autobiografico. L’autore infatti ha voluto lasciare una traccia della sua vita ritenendola non comune. Le sue avventure, descritte con ampiezza di argomentazioni, tratteggiano infatti un giovane esuberante, che non passa inosservato ovunque si trovi, da solo o in compagnia, nei momenti di evasione e sul posto di lavoro.
Anche dopo aver messo su famiglia il carattere non cambia molto e questo gli crea qualche incomprensione.
Come egli stesso dice “non è un santo”, ma un lutto in famiglia lo fa riflettere sul suo ruolo; ma grazie anche al pellegrinaggio all’Annunciata di Piancogno, dove scopre la figura del Beato Innocenzo verso il quale prova una intima devozione che si tramuta in convinta venerazione, la sua vita cambia radicalmente.
Nel farmi avere il libro, l’autore mi ha chiesto di farlo conoscere agli emigrati “locali” i quali, se avranno la ventura di leggerlo, potranno anche acquisire le tante notizie storiche sui luoghi della sponda bresciana del lago d’Iseo dove il Besozzi è nato e vive.
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